Passa ai contenuti principali

strane gravità di uno specchio appeso alla parete

è di fronte a quello specchio
che t’appare come un lago
appeso ritto alla parete
sopra un buddha che sorride

che matura adolescenza
t’accarezza col pennello
e della vita la paura
ti sorprende d’invecchiare

grigio liquido riflette
gli occhi tuoi meravigliati
quasi fosse lo sguardo tuo
sassolino in uno stagno

ricordi che s’allargano
come cerchi concentrici
si muovono lentamente
sull’argentea superficie

e quei rami di lunaria
che il viso t’incorniciano
vi s’immergono profondi
e indietreggiano nel tempo

è d’ossido che emergono
oltre centomila gore
e dal buio perpendicolo
si realizzano pian piano

una lacrima si stacca
e memoria la nasconde
nel piombo suo d’ogni vena
che l’accoglie e la conserva

Commenti

Post popolari in questo blog

OSCAR PIOVOSI

OSCAR PIOVOSI Pittore "Il viaggio" di Sergio Carrivale Oscar Piovosi, sebbene sia un pittore figurativo, nelle sue opere trascende dall’immobilità concettuale del soggetto: in ogni suo dipinto è presente un richiamo alle forme metafisiche dell’esistenza, alle abitudini, alla routine da cui attinge a piene mani istanti di “folklore” scoprendo con l’occhio dell’osservatore attento, attimi consueti, ormai invisibili nel corso del trantran quotidiano raccontato dall’artista con un didascalismo oggettivo che nasconde però significati molto profondi. Le figure di Oscar appaiono contornate in maniera assai definita, quasi come le mele di Cézanne, rendendo così il contorno stesso il confine entro cui la figura “esiste” e viene percepita in senso reale, mentre gli altri elementi dell’opera implodono in un secondo piano e nello sfondo restituendo al soggetto una forte identità semantica. Un’identità che trascina con sé le peculiarità proprie dell’indiv...

ripensamenti

ho sentito la tua carezza sfiorarmi con la forza d'un pugno e scuotermi per le spalle delicata come un bacio sulla sponda delle labbra tra i flutti impazziti d'ebbrezza fanciulla dove mi son bagnato le vesti e nel freddo dello spazio ho assaporato l'esistenza della tua pelle assente ho sbattuto i piedi e urlato in una contrazione irreale e... contando ogni sillaba ti ho pensato tanto, sai? ma questo - forse - non te lo dovevo dire

solo dubbi

non occorre lamentare approfondire giudicare e lacerare quel silenzio dopo i colpi di fucili indottrinati solo rabbia ancor più atroce che dolore nel sangue ancora crudo che ci affoga l'intelletto non importa chi e neppure come le idee sopravvivono alle raffiche ideologiche dell'odio nessuno colpevole nessuno innocente solo i dubbi l'avranno franca