Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2014

U.S.A. per la Pace in M.O. ed altre amenità ...

Gli Stati Uniti parlano di pace e riforniscono di armi gli israeliani.  Non ha termine la pantomima sulla sedicente ed improbabile volontà di pace in M.O. da parte degli U.S.A.; Tutti i cosidetti sforzi per la pace da parte degli americani si possono sintetizzare in queste poche righe: Il Contrammiraglio John Kirby, addetto stampa del Pentagono ha confermato che le riserve WRSA-I (War Reserve Stockpile for Allies-Israele) sono a disposizione dell'esercito Israeliano nella guerra contro il popolo Palestinese. Le WRSA-I sono scorte di armi statunitensi dislocate in Israele come parte di un programma gestito dai militari U.S.A. e in particolare granate e colpi di mortaio. Gli Stati Uniti hanno consentito agli israeliani l'accesso a tali risorse per continuare il massacro nella striscia di Gaza.  La cosa che fa veramente paura della politica statunitense oltre che di quella israeliana è che Washington ha permesso a Israele di accedere alla riserva strategica di g...

il genocidio "perfetto"

Imtiaz Tyab inviato di Al Jazeera segnala che all'ospedale di Kamal Adwan di Gaza, sono stati portati un centinaio di feriti. Tyab dice: "E'una barbarie... deve finire. Guardando intorno a me vedo civili che hanno ferite da schegge e altri, donne e bambini, con ferite ben più gravi". L'inviato ha anche aggiunto che la gente non riusciva a capire, sorpresa, perché Israele avesse colpito il rifugio, attacco che ha causato il panico tra le persone che vivono in diversi altri rifugi delle Nazioni Unite a Gaza. Sono oltre 220.000 i profughi palestinesi che hanno cercato rifugio in circa 86 scuole dell'UNRWA. Tyab prosegue "Mentre stavamo raggiungendo l'ospedale, abbiamo visto molte famiglie con molti figli abbandonare altre scuole delle Nazioni Unite. Si sentono insicuri. Non credono ci sia alcun riparo sicuro per loro, nemmeno nelle scuole delle Nazioni Unite," E' possibile, ed è anche lecito pensarlo, che i due attacchi alle scuole O.N....

Christopher Gunness - portavoce dell'UNRWA Gaza: "carneficina continua"

I bombardamenti israeliani uccidono altre diciannove persone ferendone almeno altre 100 a Gaza in una scuola delle Nazioni Unite. Il pretesto è sempre lo stesso e ormai non fa più scalpore: la scuola, dice Benjamin Netanyahu, era un covo di terroristi. Ma l'attacco, e l'ennesimo eccidio, stavolta viene condannato da Christopher Gunness, portavoce dell'UNRWA, che ha accusato le forze israeliane apostrofandone l'operato come "fonte di vergogna universale". E prosegue: "Subito dopo l'attacco abbiamo visitato la scuola e le prove raccolte, l'analisi dei frammenti, dei crateri e di altri danni ci confermano che si è trattato di un attacco dell'artiglieria israeliana che ha colpito la nostra scuola, in cui si trovavano 3.300 persone che avevano cercato rifugio. Condanno nei termini più forti possibili questa grave violazione del diritto internazionale da parte delle forze israeliane. Chiedo alla comunità internazionale di adottare un'azion...

Il giorno della memoria in commemorazione delle vittime dell'Olocausto Palestinese

Il giorno della memoria in commemorazione delle vittime dell'Olocausto Palestinese potrebbe sembrare una provocazione, ma l’intento è invece quello di non far calare il silenzio delle istituzioni mondiali sull’eccidio del popolo palestinese, ormai prossimo al genocidio, da parte di Israele. Non si tratta di provocazione poiché ogni uomo su questo pianeta è uguale all’altro e ha diritto alla stessa giustizia dell’altro. Ha diritto alla stessa indignazione di ogni singolo individuo di fronte alla strage di innocenti che viene compiuta ogni giorno in Palestina ed in altri cento paesi nel mondo in guerre che soddisfano quella o quell’altra superpotenza ed i loro rispettivi interessi economici nell'area. Il giorno della memoria in commemorazione delle vittime dell'Olocausto Palestinese non vedrà mai il plauso dell’Occidente Civile, ma sarà interessante constatare che la negazione di questo sarà l’inevitabile automatica (e imbarazzante) negazione del precedente Olocausto poic...

Non si può nascondere il genocidio in corso.

Abukar Arman (Ambasciatore, ex inviato speciale in Somalia, negli Stati Uniti e analista di politica estera) "Israele sta cercando di travisare quello che sta facendo in Palestina allontanando la parola "genocidio", ma è chiaro che la sua strategia sta fallendo. Mentre Israele ha Gaza nel mirino, l'opinione pubblica internazionale ha Israele nel suo. Netanyahu deve accettare il fatto che il popolo palestinese è troppo resistente nello sforzo per la sopravvivenza del suo Popolo e per il recupero della loro stessa terra."

Gaza - Bollettino di un genocidio.

Anche questa notte centinaia di razzi israeliani hanno colpito Gaza causando 30 morti di cui 9 bambini colpiti da un razzo in un parco dove stavano giocando. Può sembrare assurdo, ma questa non è la notizia peggiore: è stata infatti colpita la centrale elettrica, l'unica, che fornisce elettricità alla Striscia. Questo vuol dire che ospedali e strutture di soccorso, ambulanze. le associazioni umanitarie, i volontari e tutti coloro che si prestano per salvare vite umane da ora in poi non potranno avere strumenti per farlo. Le migliaia di feriti non potranno avere cure adeguate e molti ingrosseranno il numero dei morti assassinati da Israele. Ancora nulla è stato fatto da nessuna nazione occidentale, né dagli U.S.A. che continuano ad appoggiare la politica nazista di Israele, né dalla N.A.T.O. e quel che l'O.N.U. afferma in merito ai crimini di guerra israeliani sembra solo fumo destinato a svanire al vento.

Gaza

solo i sassi ricorderanno le urla per le strade ed il sangue ancora fresco tra le macerie di un ospedale solo sui muri trafitti da missili e bugie sarà scritta la storia quella oscura e ufficiale che non ha dio nè religione solo sui volti impotenti di madri d'antichi pianti e figli immmemori ceneri perse tra i quaderni bruciati solo nel triste canto delle sirene avvilite di ambulanze in ritardo intrise di vita ormai spenta solo qui nella striscia Gaza avrà occhi e memoria e questo nuovo nazismo che ci sporca il cuore riusciremo prima o poi - vili - a nasconderlo a noi stessi complici

La guerra dei bambini a Gaza.

La scuola colpita dalle bombe israeliane Ormai sono centinaia i bambini uccisi solo nel mese di luglio, sono migliaia i feriti e infine è la totalità dell'infanzia Palestinese che subisce danni irreversibili da questa guerra inutile come ogni altra guerra; assurda e cieca colpisce come in ogni altro paese popoli inermi e in questi gli inermi tra gli inermi. Qualche giorno fa l'ennesimo massacro ha luogo in un asilo-scuola gestito dall'O.N.U.: tre razzi sono caduti tra i bambini, le madri e i volontari. Nessuna giustificazione può essere addotta ad un esercito che è tecnologicamente estremamente avanzato. Non si può essere trattato di un errore (si legga l'articolo della parlamentare israeliana di estrema destra Ayelet Shaked a questo indirizzo http://www.losai.eu/israele-parlamentare-donna-dobbiamo-uccidere-tutte-mamme-palestinesi/). C'è la volontà assoluta di eliminare un popolo fin dalle radici. Non mi stancherò mai di affermare che i veri colpevoli non si tr...

Fonte: "il Manifesto" 21.7.2014 - Solidarietà alla Palestina, 98 premi Nobel, artisti e intellettuali chiedono un immediato embargo militare ad Israele

"Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l’apartheid". Fir­mata: Adolfo Peres Esqui­vel, Nobel Peace Lau­reate, Argentina Ahdaf Soueif , Author, Egypt/UK Ahmed Abbas, Aca­de­mic, France Aki Olavi Kau­ri­smäki , film direc­tor, Finland Alexi Sayle, Come­dian, UK Alice Wal­ker, Wri­ter, US Ali­son Phipps, Aca­de­mic, Scotland Andrew Ross, Aca­de­mic, US Andrew Smith, Aca­de­mic, Scotland Arch. Desmond Tutu, Nobel Peace Lau­reate, South Africa Asca­nio Cele­stini, actor and author, Italy Betty Wil­liams, Nobel Peace Lau­reate, Nor­thern Ireland Boots Riley, Rap­per, poet, arts pro­du­cer, US Brian Eno, Composer/musician, UK Bri­gid Kee­nan, Author, UK Caryl Chur­chill, play­w­right, UK China Mie­ville, Wri­ter, UK Chris Hed­ges , Jour­na­list, Puli­tzer Prize 2002, US Chri­s...

La guerra è davvero stupida?

La bugia della guerra è che questa sia stupida, ma non lo è affatto: è quello che ci vuole far credere. La guerra sa far di conto e studia strategie, geometrie infinite sul piano pratico, scientifico, politico ed economico. L’inganno ha come scopo che il valore della vita di molti uomini mandati al macello risulti inferiore a quello del benessere di una o più nazioni, ma in una nazione benestante non si svolgono guerre. Si preparano le guerre per altri popoli. La guerra non è per i più forti, ma per i poveri cristi pompati di ideali e religioni che in fondo si traducono in interessi economici e mi fa ridere il concetto di imperialismo, poiché questo è solo una maschera elegante per celare il vero tornaconto. La guerra è uno strumento di politica economica e difficilmente Paesi potenti che si definiscono “civili” si scontrano tra loro. Facilmente trovano il modo di spartirsi il bottino di un terzo meno fortunato. Mentre la guerra di uno “Stato Democratico, Civile ed Avanzato” verso una...

Dalla rete: "Facebook, cresce il malumore per i post oscurati: altre stranezze." Un articolo molto interessante.

Come funziona l'algoritmo che stabilisce chi deve vedere i tuoi post? FACEBOOKLAND. Cresce il malumore nei confronti di Facebook e della nuova politica ‘mangiasoldi’. Il malumore cresce con l’aumentare degli articoli che illustrano le ricadute degli effetti del nuovo algoritmo che di fatto limita la visibilità dei post pubblicati dagli utenti delle pagine. Un fenomeno che secondo gli esperti si sarebbe di gran lunga acuito con la quotazione in borsa della creatura di Zuckerberg. Il meccanismo ora è chiaro: i post vengono resi visibili soltanto ad una piccolissima parte dei fans di una pagina. Questo ovviamente limita di gran lunga l’effetto benefico e traino del social network sui siti, dunque meno click, meno pubblicità, meno incassi, meno popolarità. Fin qui il meccanismo potrebbe limitarsi a creare irritazione per le logiche pseudo imprenditoriali adottate dal colosso americano desideroso di fare soldi eppure i problemi potrebbero aumentare ed essere di natura diversa q...