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Visualizzazione dei post da aprile, 2012

l'alta marea può attendere

nasce con l'emozione e d'essa s'alimenta e vive e la penna scorre preda d'una narcosi vigile nello stato intermedio in una dimensione tra realtà e sogno un punto interrogativo ch'è via di mezzo tra il vero e il fittizio un appuntamento alla bassa marea in quella grotta nascosta in un angolo d'immaginario il forse d'un desiderio la probabilità la possibilità il pensiero che... desiderare s'avveri e viverne l'illusione - cosi com'è - nell'irrealtà del viaggio

ripensamenti

ho sentito la tua carezza sfiorarmi con la forza d'un pugno e scuotermi per le spalle delicata come un bacio sulla sponda delle labbra tra i flutti impazziti d'ebbrezza fanciulla dove mi son bagnato le vesti e nel freddo dello spazio ho assaporato l'esistenza della tua pelle assente ho sbattuto i piedi e urlato in una contrazione irreale e... contando ogni sillaba ti ho pensato tanto, sai? ma questo - forse - non te lo dovevo dire

alla fine del sogno

Florence dal fast food di Mel ubriaca persa ed invecchiata ora lavorava da mc donald uno scatolone di libri raccontava storie mai ascoltate il miagolio d'una gatta grigia e schiva che s'offriva solo alla prima carezza sopra vi dimorava sentii il calore di mio fratello come una sorpresa sulla panchina di quell'eterna giovinezza e m'apparvero puerili desideri sul ponte in ferro carico di gente sventolava una bandiera coi colori della libertà e quando poi verso le nove mi son svegliato ci stavi anche tu che - dall'uscita - eri entrata nel mio sogno

si salvi chi può!

quanto basta una carezza a se stessa per gioire così uno schiaffo sfoga al momento di soffrire è che s'ama sempre troppo che di più non si può fare e un cuore di cristallo è troppo fragile d'amare non bisogna far l'amore vestiti d'armature e neppure far la guerra coi sogni e le paure in amore come in guerra chi fugge avrà la meglio e se non guadagnerà l'onore si risparmierà il cordoglio

le fate ignoranti

forse quell'aria insolita che lì dentro s'inspirava violentava l'etichetta l'anarchia che ci brindava forse quell'aria insolita che lì dentro t'investiva col chiassare mai discreto di tanta varia umanità tutta intenta a cazzeggiare e a lasciar fuori la realtà forse quell'aria insolita partoriva la sorpresa per un cetriolo che fiorì e le dotte rimostranze d'una sadica dentista che per colmo di sfortuna ci capiva di semenze forse quell'aria insolita di quell'Amica che lo sa sempre aperta la sua porta di gazzarre intellettuali e demenze passionali forse quell'aria insolita d'una burla sempre accesa con la penna d'un fagiano ben piantata nel sedere sullo scranno di baldoria e capobanda di sicuro più ignorante delle fate