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Visualizzazione dei post da ottobre, 2013

JACQUES-LOUIS DAVID

JACQUES-LOUIS DAVID “La Morte di Marat” 1793 olio su tela cm 165 x 125 Museo reale delle belle arti del Belgio. Sicuramente una delle opere neoclassiche più conosciute e trattate nella storia dell'arte. Marat era un medico, giornalista e rivoluzionario giacobino, fu ucciso mentre era immerso nella sua vasca da bagno in cui passava molte ore al giorno a causa di una fastidiosa dermatite che egli curava con degli unguenti e oli essenziali disciolti nell'acqua. Era sua abitudine per questo tenere accanto alla vasca un piccolo scrittoio su cui poggiare lettere e fogli per il suo lavoro. Nel dipinto su questo piccolo mobile è possibile leggere la dedica di Jacques-Louis all'amico morto. Charlotte Corday invece era una giovane monarchica che organizzò l'omicidio scrivendogli una lettera per farsi ricevere, lettera che Marat stringe ancora tra le dita nel dipinto. Vi era scritto: “13 Luglio 1793, Marie Anne Charlotte Corday al cittadino Marat. Basta la mi...

radio bagdad

un boato assorda la Ragione assopita nella preghiera la polvere della velocità di sirene in corsa entra nel naso e brucia negli occhi bruciano spezie nel mercato ed una mucca ride sopraffatta da stupore d'esser lei stessa ancora viva bruciano e fumano ancora pezzi di carne e sangue con brandelli di vita ancora negli occhi una bambola americana tra le dita pare nuova col sorriso finto ancora acceso il grido d'una donna i denti bianchi nell'urlo feroce d'un padre e fuoco di vendetta che l'arde e ancora ancora brucia la terra questa terra e questa aria e brucia ogni dio nei resti miseri di uomini e cose

TAMARA DE LEMPICKA

TAMARA DE LEMPICKA Tamara Rosalia Gurwik-Górska "La Belle Rafaela" di Sergio Carrivale in arte Tamara de Lempicka era arrivata a Parigi da San Pietroburgo in fuga da un passato da dimenticare. In questa città al culmine della prosperità artistica Ella diviene una importante e apprezzata pittrice Deco'. Conosciuta non solo per il suo genio artistico per lo più appariva al pubblico per gli scandali che producevano le sue relazioni con uomini e donne. Una sera, mentre una leggera pioggerellina inumidiva le fredde strade di Parigi, la sua auto, una Bugatti verde, accosta al marciapiede su cui sta passando una ragazza. Il finestrino dell'auto s'abbassa lentamente e la donna seduta all'interno, con uno sguardo disinvolto invita la passante a salire in macchina. Rafaela, americana diciassettenne, accetta l'invito e sale sull'auto. Ed è così che Tamara conosce Rafaela Fano, una bellissima ragazza che bazzicava i sobborghi di Parigi probabi...

EDWARD HOPPER

EDWARD HOPPER "Nighthawks" olio su tela 84.1 x 152.4 cm The Art Institute of Chicago di Sergio Carrivale Nighthawks è sicuramente il dipinto più famoso di Hopper (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967). L'autore confidò ad un amico che il locale del dipinto si trovava sulla Greenwich Avenue, nel quartiere Greenwich Village a New York. E’ curioso che da allora molti appassionati del Pittore visitino quei luoghi per individuare la giusta location del dipinto. Sta di fatto che dal 1942, anno del dipinto, la geografia urbana e commerciale e cambiata moltissimo e quello che nel dipinto è un bar oggi potrebbe essere un fioraio o un distributore di carburanti. Ed è anche probabile che questo locale non sia mai esistito, ma che sia una caricatura pittorica di un dato luogo in quella zona.  L’artista ha sempre negato la presenza di significati particolari nelle sue opere. Il realismo delle sue opere, come Egli stesso ammise una volta ...

VINCENT VAN GOGH

VINCENT VAN GOGH De Aardappeleters olio su tela cm 82 x 114 1885 Museo Van Gogh di Amsterdam "Mangiatori di patate" di sergio Carrivale È il 1885 e Vincent in questo periodo è preda di una forte vocazione religiosa già evidente in Inghilterra quando durante uno dei suoi viaggi all’estero iniziò a predicare in una chiesa metodista. Al suo rientro nella casa paterna nel 1877 a Etten il padre, pastore protestante, supportò la sua vocazione e lo spinse ad andare ad Amsterdam per iscriversi alla facoltà di teologia, ma Vincent non riuscì nemmeno a superare gli esami di ammissione e iniziò così a predicare ugualmente senza averne titolo.  Questa premessa ha lo scopo di fotografare l’animo del pittore in questo momento in relazione al viaggio che da Amsterdam lo porta in un villaggio minerario del Belgio: Borinage. Qui l’artista condivise la vita quotidiana dei minatori. Povera gente abbruttita dal dolore e dalla fatica, angosce che dividevano, come il pane e le p...

HENRY DE TOULOUSE-LAUTREC

Henry de Toulouse-Lautrec "Ritratto di Van Gogh"  pastello su carta  54 x 45  Sedelijk Museum di Amsterdam Ad una prima impressione quest’opera potrebbe essere accreditata a Van Gogh stesso come un presunto autoritratto, ma questo è un inganno giustificabile ed il motivo è presto spiegato: Van Gogh visse a Parigi dal febbraio del 1886 e amava frequentare l'atelier di Cormon. Questo posto era abitualmente frequentato anche da Henry con cui Vincent strinse immediatamente una forte amicizia. Due caratteri diversi l’uno “agitato” l’altro estremamente posato e riflessivo che si completavano e comprendevano nel loro stesso vissuto umano. Entrambi trovarono l’uno nell’altro contaminazioni stilistiche che fecero proprie a vicenda. Questo ritratto è la prova evidente di uno scambio di influenze artistiche tra i due sebbene Henry fosse decisamente impegnato a quell’epoca in una ricerca post-impressionista sull’importanza della luce in pittura sulle linee del...

ne tempo ne spazio

germoglia il desiderio in una sola dimensione carezza del nostro fiato baci sulla nostra pelle sguardi che aprono il vuoto parole che fioriscono al tepore del sole di marzo - ne tempo ne spazio - nessuna domanda avrà la risposta giusta e nessun passo calpesterà la distanza nessuna convenzione potrà fermare i pensieri che si fanno strada tra filari di cipressi attoniti sempreverdi spettatori d'una primavera che per essi è priva d'emozioni

strane gravità di uno specchio appeso alla parete

è di fronte a quello specchio che t’appare come un lago appeso ritto alla parete sopra un buddha che sorride che matura adolescenza t’accarezza col pennello e della vita la paura ti sorprende d’invecchiare grigio liquido riflette gli occhi tuoi meravigliati quasi fosse lo sguardo tuo sassolino in uno stagno ricordi che s’allargano come cerchi concentrici si muovono lentamente sull’argentea superficie e quei rami di lunaria che il viso t’incorniciano vi s’immergono profondi e indietreggiano nel tempo è d’ossido che emergono oltre centomila gore e dal buio perpendicolo si realizzano pian piano una lacrima si stacca e memoria la nasconde nel piombo suo d’ogni vena che l’accoglie e la conserva