in fondo sei me
che mi guardi dallo specchio
la metà esatta d'un frutto
e di un albero le foglie
in un giardino
sei il fruscio d'un salice
che sfiora coi rami
un piccolo stagno
e il libro
che accarezzo leggendo
sulla panchina
all'ombra dell'estate
sei le pagine che volto
e la saliva sulle dita
sei l'assenza di stelle
nel cielo troppo scuro
di un desiderio strozzato
nero come l'inchiostro
che su di te
scivola testardo
ed infine di me
sei pure il vuoto stesso
che di te m'avvolge
quando ti vorrei
e non ci sei
che mi guardi dallo specchio
la metà esatta d'un frutto
e di un albero le foglie
in un giardino
sei il fruscio d'un salice
che sfiora coi rami
un piccolo stagno
e il libro
che accarezzo leggendo
sulla panchina
all'ombra dell'estate
sei le pagine che volto
e la saliva sulle dita
sei l'assenza di stelle
nel cielo troppo scuro
di un desiderio strozzato
nero come l'inchiostro
che su di te
scivola testardo
ed infine di me
sei pure il vuoto stesso
che di te m'avvolge
quando ti vorrei
e non ci sei
Commenti
Posta un commento