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nuove povertà crescono

noi qui fuori del Palazzo
con le scarpe rotte
e i nostri figli senza libri
senza scuole e senza pane

noi qui fuori a prender freddo
con vecchi stracci per vestiti
senza lavoro e senza tetto
e nessun futuro che ci aspetta

noi che viviamo questa vita
a rincorrere il salario
o lo stipendio a fine mese
e chi il ventisette non ce l'ha

noi che siamo la nostra gente
così distanti dal Potere
e da quel pane che non sfama
le pance piene dei corrotti

noi orgogliosi d'esser poveri
così diversi dai potenti
con solo la nostra immagine
riflessa nello specchio

noi coglioni che votiamo sempre
e per gli stessi deliquenti
con uno sputo di dignità addosso
ed un sogno di Rivoluzione
dentro al petto

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