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2 novembre 1975

Roma puttana che t'affacci al finestrino
ti vendi sulle strade per per un tozzo di pane
dalle ville del gianicolo alle borgate sull'aniene

Roma zoccola che come un ratto rubi
e ti nascondi nel Sistema delle sue stesse fogne

Roma squallida cortigiana nei salotti barocchi
delle redazioni di partito o in quelli politici corrotti

Roma grembo della chiesa
fallita retorica eredità di un potere arcaico
belva affamata di un futuro che non ti appartiene

Roma che fai la bella vita
collusa con principi e massoni al soldo della pubblicità

"stupenda e misera città,
le piccole cose in cui la grandezza
della vita in pace si scopre, come
andare duri e pronti nella ressa
delle strade, rivolgersi a un altro uomo
senza tremare, non vergognarsi
di guardare il denaro contato"


Roma, Sistema e Politica Stato e Polizia
Roma,l'informazione tradita, il malcostume
e la chiesa appassita

Roma che spegni le speranze sui marciapiedi bui
nel fumo dei lacrimogeni. nella nebbia dei Servizi

"stupenda e misera città"

Roma assassina, ammazzi i figli tuoi più deboli
per darli in pasto alla legge del più forte

se, e quando, le idee moriranno
il senso del giusto morrà con esse
per la protesta che soffocherà in gola

"stupenda e misera città"

nei tuoi vicoli putridi resteranno solo tane di lupi

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