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il 2 novembre del millenovecentosettantacinque ero andato a comperare il latte in una latteria di via delle Cave all'Appio Tuscolano, ancora ce ne stavano di latterie. Avevo già preso il latte nel banco frigo e pagato alla cassa che, mentre uscivo, una radiolina trasmise la notizia dell'omicidio di Pier Paolo. Ascoltai fermandomi un attimo sulla soglia del bar girandomi a guardare la radiolina che era poggiata su una mensola assieme ai biscotti. Poi uscii e forse non ci pensai più molto. Ne avevo sentito il nome solo qualche volta in TV. Avevo circa 11 anni. Il nome di Pier Paolo quel giorno però entro nella mia coscienza. Dire che l'ho sempre sentito come un amico è pacchiano, ma è così. Ciao Paolo ho messo la tua strofa tra virgolette nella mia poesia ... oppure è la mia poesia che è nata attorno alla tua strofa?

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OSCAR PIOVOSI

OSCAR PIOVOSI Pittore "Il viaggio" di Sergio Carrivale Oscar Piovosi, sebbene sia un pittore figurativo, nelle sue opere trascende dall’immobilità concettuale del soggetto: in ogni suo dipinto è presente un richiamo alle forme metafisiche dell’esistenza, alle abitudini, alla routine da cui attinge a piene mani istanti di “folklore” scoprendo con l’occhio dell’osservatore attento, attimi consueti, ormai invisibili nel corso del trantran quotidiano raccontato dall’artista con un didascalismo oggettivo che nasconde però significati molto profondi. Le figure di Oscar appaiono contornate in maniera assai definita, quasi come le mele di Cézanne, rendendo così il contorno stesso il confine entro cui la figura “esiste” e viene percepita in senso reale, mentre gli altri elementi dell’opera implodono in un secondo piano e nello sfondo restituendo al soggetto una forte identità semantica. Un’identità che trascina con sé le peculiarità proprie dell’indiv...

ripensamenti

ho sentito la tua carezza sfiorarmi con la forza d'un pugno e scuotermi per le spalle delicata come un bacio sulla sponda delle labbra tra i flutti impazziti d'ebbrezza fanciulla dove mi son bagnato le vesti e nel freddo dello spazio ho assaporato l'esistenza della tua pelle assente ho sbattuto i piedi e urlato in una contrazione irreale e... contando ogni sillaba ti ho pensato tanto, sai? ma questo - forse - non te lo dovevo dire

solo dubbi

non occorre lamentare approfondire giudicare e lacerare quel silenzio dopo i colpi di fucili indottrinati solo rabbia ancor più atroce che dolore nel sangue ancora crudo che ci affoga l'intelletto non importa chi e neppure come le idee sopravvivono alle raffiche ideologiche dell'odio nessuno colpevole nessuno innocente solo i dubbi l'avranno franca